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giovedì 8 marzo 2012

Exoplanet...l'App per viaggiare tra gli Esopianeti




Con l’ultimo aggiornamento dell’App (versione 7.0) il database contiene ormai oltre 750 pianeti. Per ognuno è fornita una quantità di dati, praticamente tutti quelli disponibili, sia in forma tabulare che in forma grafica. Scegliendo poi un pianeta qualsiasi, si apre una pagina che ci mostra i suoi dati e anche, con una curatissima grafica, la sua posizione in cielo, sia schematicamente indicata su di una cartina completa di coordinate celesti, sia con un’immagine reale della zona di cielo in cui esso si trova, centrata sulla stella madre. 


giovedì 1 marzo 2012

Trovata la Pompei vegetale


Lo strato di cenere sotto il quale era sepolta la foresta è datato a circa 298 milioni di anni fa, all'inizio del periodo geologico chiamato Permiano. In quell’epoca Nord America ed Europa era fusi insieme e la Cina e attuale Mongolia si trovavano dove oggi c'è l'Equatore. Le placche continentali erano ancora in movimento le une verso le altro per formare il supercontinente Pangea.
Molti alberi sono stati trovati così come erano caduti sotto il peso delle ceneri, con i rami ancora completi di foglie: è la Pompei vegetale, un'antica foresta di 300 milioni di anni fa, nel cuore della Mongolia, che come la città vesuviana è stata sepolta da un'eruzione vulcanica. La scoperta, annunciata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), si deve a un gruppo internazionale coordinato da Jun Wang, dell'Accademia Cinese delle Scienze.
Sono stati identificati sei gruppi di piante, tra cui conifere e felci e una specie estinta di piccoli alberi chiamati noeggeratiali. La foresta era costituita da piante più basse come le felci arboree, che costituivano una sorta di primo livello della foresta, e da alberi molto alti, fino a 24 metri di altezza, come la Sigillaria, un curioso albero ora estinto dal fusto sottile e dalla chioma formata da pochi rami e un'antica conifera anch'essa estinta chiamata Cordaites.
Ricostruzione della Pompei vegetale (fonte: Jun Wang, immagine di Ren Yugao)
Ricostruzione della Pompei vegetale (fonte: Jun Wang, immagine di Ren Yugao)

mercoledì 22 febbraio 2012

Scoperta una nuova classe di pianeti extra solari


Osservazioni da parte della NASA / ESA Hubble Space Telescope hanno individuato una nuova classe di pianeti. Il capostipite di questi è stato chiamato GJ 1214b (scoperto nel 2009) ed è diverso da qualsiasi altro pianeta oggi conosciuto.
Il team internazionale di astronomi guidati da Zachory Berta del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) ha scoperto che questo pianeta, più piccolo di urano ma più grande della Terra, ha una frazione enorme della sua massa  costituita da acqua.
Dato che la massa del pianeta e le dimensioni sono noti, gli astronomi possono calcolare la densità, di soli circa 2 grammi per centimetro cubo. L'acqua ha una densità di 1 grammo per centimetro cubo, mentre la densità media della Terra è  5,5 grammi per centimetro cubo. Questo suggerisce che GJ 1214b ha molta più acqua della Terra fa, e molto meno rocce.
"Le alte temperature e pressioni elevate formerebbero materiali esotici come 'ghiaccio bollente' o 'superfluido acqua', sostanze che sono completamente estranee alla nostra esperienza quotidiana" ha detto Berta.
GJ 1214b si trova nella costellazione di Ofiuco, a 40 anni luce dalla Terra. 

sabato 28 gennaio 2012

Scoperti 11 nuovi sistemi planetari

Il telescopio spaziale della NASA Kepler ha scovato 11 nuovi sistemi planetari, che ospitano complessivamente 26 pianeti.
Questi si trovano all'interno della Via Lattea e orbitano molto vicini alla loro stella, più vicini della distanza che separa Venere dal Sole. Ci vorranno altre osservazioni e studi per capire se si tratta di pianeti rocciosi o gassosi. Tra questi 26 pianti 15 hanno dimensione compresa tra la Terra e Nettuno, gli altri superano Giove.
In solo due anni di lavoro Kepler ha scoperto più di 60 pianeti scrutando un angolo di cielo non più grande di un pugno. Questo fa ritenere che la nostra Galassia si ricca di pianeti extrasolari.

Rappresentazione grafica dei sistemi planetari scoperti da Kepler  (fonte: Image credit: NASA Ames/Dan Fabrycky, University of California, Santa Cruz)
(fonte: Image credit: NASA Ames/Dan Fabrycky, University of California, Santa Cruz)